Itinerari

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Tra Chiese e Abbazie alla ricerca di S.Benedetto

Tra Chiese e Abbazie alla ricerca di S.Benedetto

Benedetto da Norcia vissuto nella prima metà del VI secolo d.C., fu l'iniziatore dell’Ordine che porta il suo nome e che insieme al Francescano è tra i più importanti del Medioevo. I benedettini contrapponevano all'ascetismo tipico del monachesimo orientale la regola Ora et Labora sottolinenando la fusione tra l’atto contemplativo ed operativo. Lo stile di vita cenobitica che ne derivò raccolse numerosi adepti, e determinò la costruzione di abbazie e monasteri in tutta Italia e ed in particolare in Umbria.
I luoghi di culto, all’epoca, rappresentavano veri e propri centri economici e culturali.
Strutture complesse e comunitarie, vere e proprie cittadelle, caratterizzate da coltivi, granai, magazzini, biblioteche in cui i monaci amanuensi trascrivevano testi classici e sacri latini e greci.
Le tappe degli itinerari benedettini nell'Umbria meridionale intersecano gioielli architettonici di rare bellezza e pregio ambientale.

Abbazia di San Pietro in Valle, Ferentillo.

Il complesso è un raro esempio di fusione di architettura romana, bizantina e longobarda.
Edificata da San Lazzaro di Siria nel VI sec, su resti di domus romana, come si evince dal materiale epigrafico e dai frammenti architettonici che sono stati inseriti nelle mura della chiesa.
Risale all'VIII sec., la parte più antica caratterizza l’abside, il transetto e parte della navata in cui sono inseriti frammenti di scultura longobarda. Di fattura romanica il campanile. Sepolti nella Chiesa molti duchi longobardi che seguirono i sentieri della fede: Faroaldo II nell’Abbazia si ritirò a vita eremitica, il figlio Trasamondo che nel 742 prese l'abito benedettino, il successore Hildericus che seguí le stesse orme. Risalenti al XII secolo gli affreschi di scuola umbra-romana; databili fra il XV e XVI secolo quelli più tardi.

Abbazia di San Cassiano, Narni

Risale al X secolo, posta in splendida posizione sul Monte Santa Croce, sorge su resti di monastero fortificato risalente alle guerre gotiche. E’ già menzionata nel 1091 nel Chronicon Farfense. L'Abbazia svolgeva funzioni difensive di vigilanza sulla gola del Nera, ultimo corridoio bizantino tra Roma e Ravenna. Nel 1300 l'impianto della Chiesa fu manomesso e solo durante il restauro, negli anni '70, si è scoperto che la chiesa era a croce greca: struttura tipica dell'architettura bizantina che rimanda, nell'Italia centrale, al San Ciriaco di Ancona o a Santa Maria di Portonovo.

San Michele Arcangelo, Schifanoia

La località in cui sorge richiama nel nome un toponimo longobardo. La chiesa benedettina risalente al VIII secolo, con affreschi che rappresentano Papa Giovanni XIII di origine narnese, l'imperatore Ottone I con la moglie Adelaide e il futuro imperatore Ottone II e la giovane principessa Teofano.
Proprio in questa chiesa passò il corteo imperiale che, da Roma, dopo il matrimonio di Ottone II, muoveva verso la Germania.

Abbazia di San Benedetto in fundis, Stroncone/Miranda

Citata dal Chronicon Farfense. Il re longobardo Desiderio concedeva all'Abate di Farfa alcune terre che il figlio Adelchi aveva donato alla madre con l'impegno di fondare un monastero benedettino.
E' presumibile che l'Abbazia sia stata fondata dagli stessi monaci di Farfa.

Abbazia di San Nicolò, Sangemini

Pur essendo abitata da monaci benedettini, fu dedicata al culto di San Nicola, Vescovo di Mira, il cui nome venne contratto in Nicolò. Nell'XI secolo fu posta sotto la protezione del Monastero di Farfa punto nodale nella storia dei luoghi benedettini. Fino al XIV secolo l'Abbazia prosperò, per poi cadere in uno stato di abbandono. In epoca contemporanea, nel 1965, l'intero complesso è restaurato e restituito al culto.
L'interno è a tre navate. Degli splendidi affreschi che ricoprivano le pareti eseguiti da Ruggero da Todi, rimangono solo alcuni frammenti. Il portale dell'Abbazia di San Nicolò è esposto al Metropolitan Museum di New York. Nel 1936, quando l'intero complesso architettonico era ridotto ad un rudere, il portale venne "sfilato" e venduto ad un antiquario; al suo posto oggi c'è una pregevole copia

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